Cilento

Immersion Cilento per un viaggio totale

Agrestis Domus , come partner esperienziale dei propri Ospiti , li accompagna in un viaggio totale attraverso il Cilento; nel suo territorio, nella sua cultura , storia e gastronomia. Perciò abbiamo pensato ad una proposta, Immersion Cilento, che non si limita al generico soggiorno ma consente ai nostri Ospiti di vivere una sorta “trasferimento” nel territorio cilentano, con momenti di condivisione e di appartenenza. Racconteremo, quindi, quanto avviene in ogni stagione nei nostri piccoli borghi, ognuno dei quali ha un dialetto inconfondibile, abitudini uniche, tradizioni esclusive, sapori e saperi custoditi gelosamente.

Cultura e natura

Dal fondo dell’Agrestis Domus si diramano , a raggiera, le destinazioni verso i luoghi dell’Unesco ed i siti di grande valenza naturalistica che sono situati nel Cilento:

  • l’Oasi del WWF di Morigerati, la Certosa di San Lorenzo (Padula), Velia ed i templi di Paestum
  • Costa della Masseta e di Infreschi , Città sepolta di Roccagloriosa, Pianoro di Ciolandrea, Cenobio Basiliano
  • Sentieri sul Massiccio del Bulgheria , e sentieri lungo la via delle Torri saracene
  • “Cristo di Maratea”, visibile dalla struttura dell’Agrestis Domus
  • Monte Cervati

Dopo qualche ora si raggiunge Matera, l’impianto sciistico del Monte Serino e la costa calabra, che si avvista dalle camera della residenza agrituristica.

Ulivo e fico del Cilento

Il fico ( DOP dal 2006) e l’ulivo sono piante iconiche del Cilento;
nel terreno dell’Agrestis Domus si alternano e nel contempo si intersecano in un intreccio di colori, di profumi e di sapori.
La raccolta e la lavorazione dei loro frutti tecnica contadina:
avvengono ancora oggi con la ritualità dell’antica il cuneo che scova l’insetto annidato nel tronco, la deposizione del raccolto sulla pietra frantoiana o nel cesto di vimine; l’essiccazione naturale con il solo calore del sole, la produzione di olio extravergine a chilometro zero, nei frantoi locali.

L’uliveto gremito di piante millenarie, nel fondo dell’Agrestis Domus,
mostra con solennità silenziosa la propria discendenza dalla coltura olivicola della Magna Graecia; queste piante attraggono e stupiscono, e ciascuna di loro sembra voler abbracciare la persona che si accosta.
E’ un uliveto dove c’è continuità generazionale, con lo stesso spirito di radicamento, da nonno Paolo ai suoi nipoti.

Cucina cilentana

Il ceto contadino dell’antico Cilento faceva di necessità virtù, rielaborando pane raffermo o “assemblando” alimenti diversi per dare consistenza all’unico pasto del giorno.

MARACUCCIATA

“polenta cilentana”

Un piatto antico ed unico del Cilento è la maracucciata; specialità gastronomica di Lentiscosa e di Camerota, prossimi a San Giovanni a Piro. Può essere definita la polenta del Cilento; è farina ricavata dal maracuoccio, un legume locale coltivato in questi paesi da generazioni.
Come allora, la maracucciata viene cucinata mischiandola a farina di grano, sale, olio, cipolla, crostini di pane; è cotta in un grande pentolone
(“‘caurara”) dove viene mescolata con un bastone di legno (“ruozzulu”)
Dopo la cottura la commensali la “polenta” viene versata in una pentola (” tiella”), per essere poi servita ai commensali.

PANE CUOTTO

Ingredienti: pane biscottato, un’acciuga salata, tre pomodorini, aglio e olio extravergine di oliva.

PREPARAZIONE

In un pentolino far soffriggere con l’olio, l’aglio, un’acciuga salata e tre pomodorini. Versare acqua bollente e far bollire il pane biscottato per otto minuti.

ACQUA CECATA

Ingredienti: pane biscottato, un’acciuga salata, tre pomodorini, aglio e olio extravergine di oliva.

PREPARAZIONE

In un pentolino far soffriggere con l’olio, l’aglio, un’acciuga salata e tre pomodorini. Aggiungere acqua bollente e versare il tutto sul pane predisposto in una scodella. Piatto ottimo per le serate d’inverno molto fredde.

ACQUA SALE

Ingredienti: un biscotto di pane di grano a persona, origano, sale, olio extravergine DOP Cilento, pomodori e uno spicchio di aglio.

PREPARAZIONE

Bagnare il pane e disporlo in un piatto aggiungendo pomodori spezzettati con le mani. Condire con sale, olio extravergine di oliva DOP Cilento, aglio e origano.

ALICI ‘MBUTTUNATE

Ingredienti: 1 lt di salsa di pomodoro fresco, 1 kg di alici, 3 uova intere, formaggio caprino (quanto ne ricevono le uova), olio di oliva, prezzemolo, sale.

PREPARAZIONE

Pulire le alici e spinarle. Far cuocere la salsa di pomodoro per dieci minuti a fuoco moderato. Preparare l’imbottitura con l’uovo, il prezzemolo e il formaggio grattugiato e porla tra due alici aperte. Metterle nel recipiente con la salsa e far cuocere per dieci minuti.

CIAMBOTTA

Ingredienti per 6 persone: 1 Kg. di patate, 1 Kg. di peperoni, 1 Kg. di melanzane, 500 g. di pomodorini, aglio, basilico, olio extravergine di oliva quanto basta per friggere.

PREPARAZIONE

Tagliare a tocchetti le patate, le melanzane e i peperoni. Mettere in una padella l’olio per friggere, poi le patate, le melanzane e infine i peperoni. In un tegame, a parte, soffriggere l’aglio e i pomodorini sminuzzati per qualche minuto. A cottura ultimata, aggiungere le patate, le melanzane, i peperoni con qualche foglia di basilico, mescolando delicatamente. Servire tiepida o fredda.

PIZZA CILENTANA

Ingredienti: Ingredienti: pasta del pane, pomodoro già cotto, formaggio di capra grattugiato, origano, aglio, olio extravergine di oliva.

PREPARAZIONE

Stendere in una teglia la pasta del pane, aggiungere il pomodoro ben spalmato, l’origano e l’aglio a pezzettini, irrorare con olio extravergine di oliva ed infornare. Appena sfornata, dare una spolverata di formaggio caprino.

Poesie, canti e proverbi

La Cilentana

Io me ne voglio ire a lu Ciliento
Me la voglio piglia na cilentana
A lu Ciliento e me la voglio piglià na Cilentana
Nun me ne curo ca nun tene niente
Basta ca tene la fridda fontana
Nun tene niente, basta ca tene la frisca funtana
Frisca funtana fammi nu favore, viri ca sulu tu me lo puoi fare
E nu favore, viri ca sulu tu me lo puoi fare
Frisca funtana teccuti stu fiore, minalo mpietto a chi vene a lavare
E piglia stu fiore, menalo mpietto a chi vene a lavare
Ma se venisse chiddo traditore ndruvuna l′acqua e non lo fa lavare
Lu traditore, ndruvuna l’acqua e non lo fa lavare
Ma quanno vene chiddu caro amore, chiarisci l′acqua e aiutala a lavare
Lu caro amore, chiarisci l’acqua e aiutala a lavare

Quanno partisti

Quando partisti / patre, ppe la Merica / a la ventura / ‘nno respensorio ‘ncuoddo / nne lassasti. / Nui, zichi, / parìamo orfanieddi / spiersi inta la via.
La tofa re lo postale / tinìa e ancora tene / sapore re tofa re navi.
Inta la vigna / mogliereta s’accirìa re fatìa / ppe spenne / ddo fuoco re giuventù / ca inta re ardìa.
Ia ppe la casa / mammeta ‘nzallanuta / e li iuorni e la vita / le conzumava senza fantasia.
Quanno tornasti, patre, / roppo tant’anni, / come sponta ‘n ato fiore / a stiento / ‘ncoppa lo milo / roppo ‘nna gelata r’abbrìli / accussì / spontarono tra re nui / le parole, li sguardi, le cunfirenze.
‘Ncasa nosta, a lo Ciliento / avìa fatto meno ranni la uerra! 

Giuseppe De Vita
(per ricordare l’emigrazione del padre)

In lingua:

Quando partisti, padre / per l’America, alla ventura / un’angoscia dentro ci lasciasti.
Noi, piccoli, / sembravamo orfani / smarriti sulla via.
Il clacson del pullmann / aveva, ed ancora ha / sapore di sirena di nave.
Nella vigna, tua moglie / si dannava di fatica / per spendere quel fuoco di gioventù / che le ardeva dentro.
Vagava per la casa / tua madre senza più senno / ed i giorni e la vita / li consumava senza fantasia.
Quando tornasti, padre, / dopo tanti anni / a stento, come spunta un altro fiore sul melo / dopo una gelata d’aprile / così spuntarono tra di noi: / le parole, gli sguardi, le confidenze.
In casa nostra, al Cilento, / aveva fatto meno danni la guerra!

La zoria

La  zoria ‘nzecculluta è cumma lu vistito senza li sacche… Nun saie addo’ ara mette li mmani.

In lingua:

La ragazza rinsecchita è come un vestito senza tasche. Non sai dove mettere le mani…

Proverbio

Chiacchiere ‘nanzi u furnu perdenza ri pani

In lingua:

Le chiacchiere davanti il forno, fanno perdere il pane.

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